Unternavigation
Link contenuti
Isola di San Pietro - Mezza isola, doppiamente bella
Per essere precisi l’isola di San Pietro sul lago di Bienne dovrebbe chiamarsi penisola di San Pietro. Ma ciò non le toglie nulla, anzi la rende ancora più suggestiva. La perla dell’isola è l’hotel del monastero eletto «dimora storica del 2010».
Ci sono due strade altrettanto belle per arrivare in un posto, ad esempio sull’isola di San Pietro sul lago di Bienne, come ci spiega il contadino dell’isola: «Chi arriva in barca si perde l’Heidenweg, chi arriva dal ‘sentiero dei pagani’ si perde la magnifica vista dal lago».
Ma cosa significa esattamente isola in questo caso? La confusione linguistica risale alla prima correzione dei corsi d’acqua del Giura: nel 1873 il livello del lago è stato abbassato di due metri e così è affiorata una lingua di terra che collega l’isolotto a Erlach. Da allora l’isola di San Pietro è una penisola. Probabilmente i lucioperca e i lucci locali non saranno stati molti felici di questo cambiamento a differenza degli uccelli migratori che hanno trovato qui un vero paradiso. La pittoresca landa coperta di cariceti è un habitat ideale per bisce d’acqua, rane e volatili di ogni genere: qui è un continuo gracchiare, frusciare e cinguettare. Il punto di partenza per la passeggiata di un’ora che porta alla penisola chiusa al traffico è la fermata AutoPostale «Erlach, Posta» collegata direttamente dalle stazioni di Ins, Lüscherz e Le Landeron.
Sull’isola seguiamo le tracce del suo visitatore più noto: Jean Jacques Rousseau. Il battagliero filosofo, esiliato qui per sei settimane nel 1765, nella sua opera «Rêveries d’un promeneur solitaire» scrisse: «In nessun altro luogo invero mi sentii pienamente felice come sull’isola di San Pietro; di nessun’altra permanenza mi sovvengo con tale dolce malinconia». Da allora l’isola è una meta turistica obbligata. Tra i suoi ospiti illustri, Goethe e celebrità di tutto il mondo. Ma anche noi, comuni mortali, condividiamo le emozioni di Rousseau. Soprattutto di sera dopo che l’ultima barca lascia l’isola e sulle rive le canne ondeggiano al vento. Allora cala la pace, sull’isola e nello spirito.
A quest’ora Werner Mühlemann, il contadino dell’isola, porta fuori il cane. Nessuno conosce l’isola meglio di lui. I turisti, i gestori e il personale dell’hotel del monastero sono andati e venuti, solo lui è rimasto sempre lì, con la moglie, per 27 anni. Si inerpica nel vigneto fino al «Känzeli», il suo posto preferito, da dove lo sguardo spazia fino a Lüscherz.
La fattoria di Werner si trova proprio accanto all’hotel del monastero «St. Petersinsel», la locanda in cui soggiornò Rousseau. I giovani albergatori e l’agricoltore vanno molto d’accordo. Mühlemann ha riguardo dei turisti, soprattutto nella scelta del periodo della concimazione, mentre l’hotel acquista da lui ogni anno otto angus che vengono serviti nell’eccellente ristorante. Grazie a un restauro perfettamente riuscito, l’hotel offre un bel connubio di moderno e antico, accostando i parquet originali dei tempi di Rousseau a pezzi di design moderno. Non c’è da stupirsi dunque che la locanda sia stata eletta dimora storica del 2010. Tra i suoi maggiori pregi, la posizione che la rende «un luogo ideale per visitare l’isola e rilassarsi in un’atmosfera sospesa tra presente e passato».
Proposta d’escursione (BE)
Arrivate in treno a Le Landeron, Ins o Lüscherz e da qui proseguite in autopostale fino a «Erlach, Post». Passeggiate per la cittadina in direzione del lago e fate una sosta alla Cabane du Pêcheur (cfr. offerta sotto). Ben rifocillati, imboccate l’Heidenweg in direzione dell’isola di San Pietro senza perdervi la piattaforma panoramica tra i canneti. Sull’isola potrete godervi la natura, nuotare, sostare nell’ottimo ristorante e pernottare presso l’hotel del monastero (cfr. concorso «Fermata»). Dall’imbarcadero nord dell’isola part



