Carona fa strage di cuori

Carona fa strage di cuori

50 anni fa Carona (TI) aveva 250 abitanti, oggi 800. Il motivo? Ce lo rivela Hermann Hesse che l’ha sperimentato sulla sua pelle: il paesino è un luogo di cui ci si innamora.

Come ogni grande amore Carona va per prima cosa conquistata. Curva dopo curva l’autopostale si inerpica sul promontorio che sovrasta Lugano fino a raggiungere l’arco di Carona. Uno stretto pertugio scavato nella pietra mette a dura prova l’abilità del conducente: centimetro dopo centimetro, supera vittorioso l’angusto passaggio.

Carona deve essere conquistata, ma una volta raggiunta, è lei a conquistare il visitatore. È quello che è successo a Hermann Hesse che spesso da Montagnola, dove viveva, saliva a Carona. A proposito del vicino santuario della Madonna d’Ongero, immerso in un bosco di castani, scrisse nel 1923: «Ci sono tanti luoghi ameni al mondo, ma più bello di questo nessuno». Un anno dopo l’illustre scrittore si unì in seconde nozze a Ruth Wenger, un’incantevole fanciulla conosciuta proprio a Carona.

Per molto tempo i caronesi sono stati insensibili al fascino del luogo: si trasferivano a valle nelle città dove c’era lavoro, mentre nei vicoli umidi e ombrosi di Carona si diffondeva la tisi. Nel basso medioevo il paese aveva 700 abitanti, nel 1950 solo 250. Le case andavano in rovina e i borghi si spopolavano. Poi arrivò la rinascita: artisti, pensatori e romantici che giungevano a Carona da turisti non di rado decidevano di acquistare una casa. Le dimore in rovina infatti non erano solo pittoresche, ma erano anche un ottimo affare. Nel 1958 fiorivano le prime azalee nel parco San Grato, poco più tardi veniva inaugurata l’incantevole piscina. In seguito furono potenziati anche i collegamenti pubblici con Lugano. Oggi ci sono fino a 26 corse di autopostale tra Lugano e Carona. Per superare lo stretto pertugio i bus devono essere dotati di speciali specchietti retrovisori e regolazioni dell’assetto. Inoltre in questi modelli l’impianto di condizionamento non è montato sul tetto come in altri veicoli, ma è integrato al vano motore.

Non c’è da stupirsi che Carona abbia oggi 800 abitanti che non la cambierebbero con nessun altro posto al mondo. Tra questi anche don André che 13 anni fa è stato letteralmente sedotto dal fascino del luogo. Il teologo belga era stato richiamato dalla fama dell’università di Lugano dove sentì parlare dello splendore delle chiese caronesi. Un giorno si spinse anche lui fin lassù, ammirò gli affreschi di San Giorgio, si perse tra i vicoli del villaggio e proseguì verso Madonna d’Ongero. Di fronte al volto della vergine sull’altare si inginocchiò e pregò Dio di farlo restare in quel luogo. Un anno dopo gli fu affidato l’ufficio parrocchiale di Carona e poté stabilirsi nella canonica. «Carona è irresistibile», afferma.

Suggerimento:

Pernottate nello storico hotel Villa Carona, dotato di camere finemente arredate e immerso in un giardino di liriodendri con vista amena sulla catena alpina e sul lago ( www.villacarona.ch, 091 649 70 55).

Map: Carona

 
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